Natale arriva ogni anno, ogni anno preceduto dall'Avvento, sempre la stessa routine, sempre le stesse cose... albero, presepe, regali, panettoni e mega cene, buonismi e ismi di ogni tipo.
Come ogni anno ho comprato il volantone e l'ho attaccato alla porta di casa ma non l'ho letto, forse anche io tediata dalla noia, dalla ripetizione di gesti sempre uguali, forse troppo stanca per le fatiche del lavoro, forse troppo dolente per le cattiverie che accadono attorno a me, forse di tutto un po'...
Poi esco di casa e mi cade l'occhio su ciò che dice don Luigi Giussani
" Cristo non è qualcosa di giustapposto, ma è qualcosa dentro: dentro la tua gioia, dentro la tua stanchezza, dentro la tua connivenza o la tua convivenza, dentro la tua repulsione o dentro la tua simpatia. La coscienza del Mistero presente rende la nostra vita un flusso continuo di novità. Con il riconoscimento di questa drammatica presenza, con questa presenza in cui abita corporalmente la divinità, inizia qualcosa di nuovo: oggi, alle undici, all'una, alle sei, alle dieci; domani, alle tre, alle quattro. In qualsiasi momento inizia qualcosa di nuovo ".
Fulminante.
Non cessa la fatica, non cessa il dolore, cessa la noia e rifiorisce il desiderio di vedere cosa di bello mi porterà la vita oggi, lieta per la compagnia costante di questo Bambino che anche quest'anno non si scoccia a venire per me e per te, che si scoccia mai.
E intanto si riprende a provare i canti della Novena...
