
Tornata da Roma ieri sera, stanca morta ma felice, volevo raccontare le cose belle viste ma, come prima cosa, ho collezionato una bella "malacumparsa"... ossìa una bruttafigura colossale... trovo un commento su fb nel profilo di un amico e prendo un abbaglio colossale! collego il "totus tuus ego sum" con ERGO SUM di cartesiama memoria... ahahahahah credo che il nuovo Beato con il suo grande senso umoristico si sarà fatto quattro risate! che capra che sono! meno male che il mio amico mi ha subito corretta!
Dunque inserisco la frase del motto del papa per intero :
"Totus tuus ego sum, et omnia mea tua sunt. Accipio te in mea omnia, praebe mihi cor tuum, o Maria" ("Sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo. Ti accolgo in tutto me stesso, offrimi il cuore tuo, Maria) La frase è di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Beh, si capisce come mai ieri, durante la cerimonia di beatificazione, Giovanni Paolo II sia stato definito "cavaliere della Madonna"... sembrano le parole di un innamorato, no?
Papa Benedetto XVI lo ha anche definito un "gigante della fede" e questo era sotto gli occhi di tutti noi, tutto in lui gridava che la vita poteva essere vera e piena solo in forza della verità della Resurrezione di Gesù!
Ieri ero lì, con i miei amici più cari, in mezzo ad un popolo, il popolo cristiano e mi sono accadute un sacco di cose... ve le racconto brevemente, tra il serio ed il faceto...
Arriviamo a Roma in pullman, provenienti dagli Esercizi Spirituali della Fraternità di Comuione e Liberazione tenuti a Rimini, alle 3,30... notte fonda, sonno pazzesco, paura che si metta a piovere, paura di non farcela, di non essere all'altezza di una giornata che si preannunciava moooolto faticosa.... mi sentivo un incrocio tra Fracchia e Fantozzi !!! dunque si va in metropolitana e poi si esce e si prosegue a piedi, poi si prende un bus, poi si chiedono informazioni a chiunque con esiti multiformi, pensate che i vigili ci han detto una cosa i carabinieri dopo 50 metri l'opposto... si è parlato di organizzazione perfetta ma perfetta non era, in realtà è andato tutto bene perchè eravamo un popolo e non una accozzaglia di facinorosi e poi ci ha messo del suo anche il Beato in questione, sennò come si spiegherebbe che ha fatto una gran bella giornata invece della pioggia preannunciata? non oso pensare a cosa sarebbe successo in caso di pioggia...
Insomma, arriviamo. Tra mille difficoltà siamo in via della Conciliazione e vediamo "er cupolone" da lunge ma il posto è troppo affollato, dunque ci spostiamo tra il Palazzaccio e Castel Sant'Angelo, vicino ad un maxi schermo che tanto maxi non era...
Puntualizziamo: c'era gente da tuuuuutto il mondo! Ma, ad onor del vero la metà erano polacchi e l'altra metà ciellini (appartenenti al movimento di Comunione e Liberazione ndr) ben identificabili sia gli uni che gli altri :))
Basta, ci sistemiamo difendendo con le unghie e con i denti il nostro spazio vitale ma soccombiamo davanti ad un'orda di polacchi!!! e questi cantavano, CANTAVANO SENZA STACCARE UN MINUTO!!!!! roba da prenderli a calci ... eheheheheh oppure ... roba da unirsi a loro! In effetti, quando Carol Wojtyla era diventato Giovanni Paolo, noi ciellini avevamo impararo un mucchio di canti polacchi per lui (e glieli cantavamo con sua grande gioia) così ad un certo punto ci siamo buttati con grande stupore e gioia dei pellegrini canterini... insomma è finita che abbiam passato assieme il tempo della attesa della funzione dicendo il Santo Rosario in polacco ed italiano! roba da pazzi! spiego meglio.
Il sacerdote che li accompagnava sapeva l'italiano dunque proponeva il mistero da meditare in due lingue e poi metà Ave Maria si diceva in una lingua e metà nell'altra, alternando i cori. Ripeto, roba da matti... ma il buon Dio e la sua Mamma parlano bene tutte le lingue dunque si sono raccapezzati.
E' una emozione profonda riflettere sul fatto che si è creata tra noi una amicizia sincera, anche se non sappiamo i nostri nomi e non ci rivedremo più in questa vita... non è anche questo un grande miracolo che solo la fede può compiere?
Grande stupore e gratitudine, poi, sono nate in me vedendo che riuscivo a stare in piedi ora dopo ora (in effetti avevo rimediato un micro seggiolino pieghevole, per me andava bene ma quello di mio cognato ha ceduto tra le risate di tutti... eheheh), io ero certa che NON era cosa mia! mi son pentita mille volte dell'aver deciso di andare, dunque è stato per me evidente che se resistevo non era per mia bravura, stavo in piedi (vedi sopra) solo per la tenerezza del buon Dio e chi mi conosce lo può confermare.
Dopo, l'aereo e l'arrivo a casa... la lavatrice, la cena per i figli ed il meritato sonno... oggi nessun dolore fisico, il che è altrettento miracoloso, solo tanta stanchezza agli occhi e un desiderio : che nulla vada perduto di quella gioia, che il motto del nostro grande Papa, gigante, cavaliere e Beato, divenga l'orizzonte delle mie giornate, dei piccoli gesti come dei grandi.
A lui affido questa preghiera, sperando di tornare presto a Roma. Per la sua santificazione.