mercoledì 27 ottobre 2010

Ritratti a sorpresa


Ho appena finito di correggere i temi di una mia classe ed ho appena finito di asciugarmi gli occhi.

Tranquilli, non sono caduta dentro un racconto del libro Cuore, non sto consumando la vita a lume di candela per sfamare la mia famiglia... mi asciugo gli occhi perchè i ragazzi mi hanno davvero commossa.

Da qualche anno mi è venuta la felice idea o la fissazione, vedete voi, di assegnare come primo compito in classe il famigerato tema: Autoritratto.

E' un momento utile a comprender meglio chi ho davanti, le sue abilità linguistiche ma soprattutto la sua persona, utile anche per iniziare un confronto più vero e umano con i ragazzi, insomma un momento in cui scommettersi in un rapporto educativo più adulto... certo non è facile per loro affrontare se stessi e descriversi, per alcuni la timidezza è un blocco, per altri vi è la noia di dover dire seeempre seeempre le stesse cose su di se, con il rischio di essere triti e ritriti, per altri la possibilità di mettersi in gioco.

Ecco, stavolta mi hanno davvero sorpresa e commossa.

Quante storie simili alla mia, quanto dolore e quanta sofferenza su molte di queste spalle così piccole... quanta compassione sgorga in me nel leggere ciò che affidano alla mia povera persona... come è vero che il cuore dell'uomo è uguale, tutto definito dal desiderio di essere felici e di realizzarsi attraverso l'abbraccio amoroso di uno che ci vuol bene...

La differenza tra me e loro è che loro cercano uno che li abbracci, mentre io faccio esperienza di Uno che mi abbraccia già, così come sono.

Vado a dormire piena di gratitudine e inquieta... non posso lasciar cadere nel banale tutto quello che i ragazzi hanno voluto raccontare di se... che vogliano che adesso svolga io il mio tema?

giovedì 21 ottobre 2010

La notte della volpe


In questi giorni la vita è così densa e stracolma di avvenimenti e cose da fare che mi sembra di essere una pentola a pressione... in certi momenti vorrei avere anch'io un pensatoio come Silente (Harry Potter ndr) dove poter riversare i troppi pensieri!

La vita urge.

Accadono cose liete e cose dolorose, estremamente dolorose a dire il vero, ma tutte mi costringono a vedere con gli occhi della volpe... badate bene, non intendo usare lo stereotipo da favola dove la volpe è la furba che manipola le cose a suo piacimento, mi riferisco invece alla volpe "addomesticata" dal Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupery, la quale nel separarsi dal suo amico e addomesticatore gli regala un segreto: "non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".

Quante volte in questi giorni ho visto cose che mi hanno fatto arrabbiare, infuriare, allibire! Persone che amo o persone appena conosciute che si comportano in maniera assurda, incomprensibile... ma poi, non per mio merito chè io sono peggio di loro, è prevalso lo sguardo della volpe, il cuore mi fa andare più in giù della apparente cattiveria e presunzione degli altri e me li mostra come sono davvero, impauriti dalla possibilità che la vita li faccia soffrire, messi sulle difensive e nascosti dietro una corazza di cinismo ma pieni del bisogno di essere felici, come me... e allora tutto cambia, riaccade la possibilità di mettersi in gioco in rapporti che si pensava inattuabili... non in tutti, purtroppo, ma finchè c'è vita c'è speranza.
p.s.
Perchè ho titolato la "notte" della volpe e non gli "occhi" della volpe?
beh, pensavo alla famosa notte dell'Innominato di manzoniana memoria... anche io ho vissuto una notte così, la rabbia era così grande che avevo preso una decisione drastica e dolorosa, non vedevo più col cuore ma la ragione, pur avendo ragione da vendere (scusate il bisticcio di parole), mi aveva allontanato dalla verità... e la verità è che se il buon Dio ama me e chi mi fa soffrire da morire alla stessa maniera, vale la pena fidarsi di Lui e non della mia pur giusta rabbia... così appena sveglia ho revocato la mia decisione ed ho rimesso al dito ciò che lo orna da 22 anni...

domenica 17 ottobre 2010

Terzo tempo


La quiete dopo la tempesta, quarto tempo... insomma, la sera del giusto riposo dopo la prima di campionato.

Figlio piccolo ma alto, dopo molti ma proprio molti mesi di insistenza, è riuscito a strapparmi il consenso per iniziare a praticare rugby ed oggi ha avuto il battesimo della palla ovale: la prima partita di campionato over 15.

Ovvero, non che abbia iniziato oggi ... si allena da un paio di mesi ... però oggi è stato il gran giorno, preparato dalle seguenti attività:


  • a letto presto ieri sera

  • fare tutti i compiti prima di andare a dormire

  • mangiare un piatto di pasta al pomodoro e parmigiano alle ore 11,00

  • preparare accuratamente il borsone con accappatoio e vestiario acconcio, ivi compreso gel di arnica per eventuali traumi

  • mangiare una banana prima di andare al campo

  • essere al campo un'ora prima

  • aspettare la squadra avversaria allenandosi coscienziosamente e...

  • vincere la partita a tavolino perchè quei pollastri sono arrivati i numero inferiore!

Roba da matti !!!


I ragazzi hanno comunque fatto una amichevole, prestando un paio di giocatori agli avversari mancati, e al termine il regolamentare "terzo tempo" vanto e onore della nobile pratica rugbistica.


Eravamo lì a sostenere il valente atleta tutta la famiglia e ci siamo beccati un bel po' di sole... per l'occasione eravamo attrezzati di tutto punto, con acqua, uva bianca, uva nera, crackers e caramelline nonchè ipod e macchine fotografiche.


Comincio a realizzare che sarà così ogni domenica e mi viene il panico... sarà dura tenere il passo... ma la faccia soddisfatta e fiera di mio figlio è la ricompensa che mi ripaga già da ora di tutte le albe e le giornatacce. Se qualcuno è amico di un farmacista mi avvisi... potrei avere bisogno di una fornitura massiccia di arnigel...

venerdì 8 ottobre 2010

Anelletti alla (più o meno ) palermitana




Ogni promessa è debito, adesso che il sinistrato (vedasi post precedente) sta molto meglio, mi accingo a dire come preparo gli anelletti alla palermitana, scusandomi subito con i palermitani per le mie licenze poetico culinarie...


per 4/5 persone




  • 400 grammi di pasta anelletti

  • del ragù abbondante e non troppo stretto

  • piselli lessati

  • besciamella

  • provolone

  • parmigiano grattugiato

  • burro e pangrattato

  • noce moscata



Comincio subito a chiarire.

Gli anelletti sono una pasta che è proprio come la si chiama, cioè a forma di anello... per inciso, una impronta a forma di detto anello campeggia attualmente sul mio "sinistrato" proprio sotto l'unghia, adesso che non fa più un male boia, posso dire che è fichissima... gli anelletti migliori sono queli della Barilla e ve li consiglio, tenete conto che crescono molto e quindi per fare una teglia di pasta "col" forno (va bene così, basso extra?) della grandezza tipica da torta casalinga a tre uova, ne bastano 350 grammi.

Il ragù dovrebbe essere fatto a regola d'arte, io lo lascio cuocere a fuoco lento per due ore... ma, se siete con l'acqua alla gola usatene pure uno pronto... lo stesso dicasi per i piselli in umido e la besciamella, se potete fate tutto voi a regola d'arte e con dovizia di cura per i particolari ma, se avete sempre la medesima acqua alla medesima gola, prendeteli pronti...


Lessate la pasta e conditela con tutti gli ingredienti, il provolone deve essere a tocchetti, aggiungete una spolverata di noce moscata e mettete tutto in una teglia precedentemente imburrata e pangrattata (l'equivalente di infarinata... non so se come parola esiste ma rende l'idea... se qualcuno sa il verbo giusto me lo dica, ora proprio non mi sovviene), io uso indifferentemente una tortiera classica o una per ciambelle.

Cospargete sopra un velo di pangrattato e infornate a 200/250° ognuno conosce il suo forno, no?

Quando la superfice è bella dorata, sfornate e LASCIATE RAFFREDDARE UN PO' PRIMA DI CAPOVOLGERE LA TEGLIA SU UN PIATTO DI PORTATA, non fate come certe scimunite che si ustionano i piedi o, alle strette, indossate delle scarpe anti-infortunistica che, secondo me, ogni donna che lavora a casa e fuori casa dovrebbe possedere...

Vi assicuro che è buonissima e fa, come direbbe la Pasionaria di guareschiana memoria, la sua porca figura...


Spero di esservi stata utile e non essere stata troppo eretica per gli amici palermitani (sì, miracolo stratosferico, anche i catanesi hanno amici palermitani !), il condimento può essere variato a proprio piacere : melenzane, mozzarella, salsiccia, funghi etc. etc. ovviamente non tutti insieme...era solo per dare l'idea :))))

Buon appetito e, se la fate, ditemi come è andata!


p.s.
viene una quantità tale da sfamare 4 persone se è piatto unico e gli utenti sono i miei figli o gli amici che, incautamente, mi circondano...
se c'è un secondo e tutto il resto basta per 6/7 o addirittura 8 se sono di quelli che "meglio stare attenti alla linea"...

mercoledì 6 ottobre 2010

Repetita iuvant...



Sono dolorante sul letto, per me l'estate non può andar più via... o piove o fa freddo dovrò portare ancora i sandali e le infradito...


Flashback (per i miei alunni, così ripassano):


Oggi mattinata densa come al solito, scuola e di corsa a casa a cucinare... potrei fare come molte mamme e preparare una roba svelta e magari banale ma io NO, io devo fare wonder woman! e allora a casa inizio a preparare un bel timballo di anelletti al forno alla palermitana ed è una corsa contro il tempo, perchè tutto sia pronto all'arrivo dei figli, intanto lavo la frutta e la pulzella apparecchia... è bello condividere con lei le piccole cose...

Arrivano i pulzelli in veste di lupi famelici ed io tiro fuori dal forno la teglia e faccio quel colpo secco che è l'atto di sformare su piatto di portata ma... la troppa fretta mi sconfigge: ho preso un piatto troppo piccolo e nello sformare un po' di pasta mi cade sull'alluce sinistro, da questo momento lo indicherò come il sinistrato.

Atroce dilemma. Scena (sempre per i miei alunni) e fermo immagine tipo matrix.

Salvo il dito o la pasta?

Ovviamente la pasta...e solo dopo metto in atto il tentativo di salvataggio del sinistrato... acqua fredda, sapone, ghiaccio, pomata miracolosa... dolore tremendo...

La pasta, comunque, era ottima e i ragazzi l'hanno apprezzata, mi hanno aiutata a rimediare ai danni e poi tutti a tavola!

Allora mi son ricordata della frase che c'è su un bel grembiule da cucina che mia sorella mi ha regalato e che, beninteso, indossavo nel momento del dramma : "Dio c'è ma non sei tu, rilassati".

Ed ho capito meglio... il fatto è che i miei figli sono quanto di più caro ho e vorrei dare loro tutto il meglio di tutto... ma forse questo piccolo guaio è arrivato proprio per ricordarmi che non sono wonder woman e che io miei figli non mi vorrebbero meno bene davanti ad un piatto di pasta al burro...

p.s.

la foto del timballo è di "repertorio", quello di oggi si è un po' rovinato esteticamente...

domenica 3 ottobre 2010

Domenica con il Papa a Palermo


Oggi il Papa è a Palermo e con lui i mei figli e pulzelli, nonchè una marea di amici loro e miei.

Io son rimasta a casa, la giornata era ad alto livello di fatica e non mi son sentita di andare... ma ho preparato fattivamente l'evento coi ragazzi, precisamente le tappe di avvicinamento all'incontro col Papa hanno previsto:

  • sistemazione di zaini e vestiario predisposti ad affrontare: caldo, freddo, pioggia etc.etc.

  • preparazione di n°12 panini per il pranzo e la cena al sacco (i bigliettini con le richieste di ogni figlio erano pronti in cucina prima di andare a dormire ieri sera)
  • sveglia alle 2,30 per fare le operazioni suddette e accompagnare almeno moralmente i pargoli

Poco fa ho seguito con commozione alla tele l'incontro del Papa coi giovani... che grazia grande che è la sua semplicità ! Immagino il volto dei miei figli... piccolo ma alto era quello più trepidante, non aveva mai incontrato un Papa, eheheh!


Da casa ho potuto però avere un grande privilegio, vedere gli occhi di Benedetto XVI e il suo sorriso in primo piano e le sue braccia che tante volte ha aperto ad abbracciare la piazza abbracciavano anche me... e le parole di sostegno e fiducia verso la famiglia mi hanno commossa e rinsaldata nella certa speranza : la parola finale è sempre l'amore misericordioso di Dio, fedele e paziente, che non abbandona nessuno, mai.