mercoledì 27 ottobre 2010

Ritratti a sorpresa


Ho appena finito di correggere i temi di una mia classe ed ho appena finito di asciugarmi gli occhi.

Tranquilli, non sono caduta dentro un racconto del libro Cuore, non sto consumando la vita a lume di candela per sfamare la mia famiglia... mi asciugo gli occhi perchè i ragazzi mi hanno davvero commossa.

Da qualche anno mi è venuta la felice idea o la fissazione, vedete voi, di assegnare come primo compito in classe il famigerato tema: Autoritratto.

E' un momento utile a comprender meglio chi ho davanti, le sue abilità linguistiche ma soprattutto la sua persona, utile anche per iniziare un confronto più vero e umano con i ragazzi, insomma un momento in cui scommettersi in un rapporto educativo più adulto... certo non è facile per loro affrontare se stessi e descriversi, per alcuni la timidezza è un blocco, per altri vi è la noia di dover dire seeempre seeempre le stesse cose su di se, con il rischio di essere triti e ritriti, per altri la possibilità di mettersi in gioco.

Ecco, stavolta mi hanno davvero sorpresa e commossa.

Quante storie simili alla mia, quanto dolore e quanta sofferenza su molte di queste spalle così piccole... quanta compassione sgorga in me nel leggere ciò che affidano alla mia povera persona... come è vero che il cuore dell'uomo è uguale, tutto definito dal desiderio di essere felici e di realizzarsi attraverso l'abbraccio amoroso di uno che ci vuol bene...

La differenza tra me e loro è che loro cercano uno che li abbracci, mentre io faccio esperienza di Uno che mi abbraccia già, così come sono.

Vado a dormire piena di gratitudine e inquieta... non posso lasciar cadere nel banale tutto quello che i ragazzi hanno voluto raccontare di se... che vogliano che adesso svolga io il mio tema?

5 commenti:

  1. E' molto bello quello che scrivi. Da studentessa ho l'impressione che a volte l'insegnante che ho davanti si preoccupi solo di trasferirmi mere nozioni, fatti, pensieri, formule, senza invece pensare al fatto che davanti a sé ha persone, omini e donnine con delle storie di vita anche simili alla sua, come dici tu. Domani provo a fare l'esercizio l'inverso: provo a rendermi conto che dall'altra parte della cattedra c'è un uomo o una donna, prima che un insegnante... magari porterà frutti...

    RispondiElimina
  2. @ laflautista
    mi chiedo se il tuo "esercizio" ha funzionato...io spero di si, sai cerco di farlo anche con certe colleghe che sembrano dei ripetitori di ghiaccio e funziona, funziona sempre... del resto condividiamo lo stesso anelito del cuore, no? grazie a Dio :)

    RispondiElimina
  3. @merins
    Ho avuto modo di sperimentarlo solo con tre o quattro... Ho provato a guardarli negli occhi (e a farmi guardare a mia volta) e tra le altre cose ho visto tanta buona volontà, questo sì, e poi ho scoperto il luccichìo dentro agli occhi, sogni, sofferenza, paura... quello che c'è dentro anche ai miei, insomma. Dopotutto non siamo così diversi, no?

    RispondiElimina
  4. no, non siamo affatto diversi...
    :))

    RispondiElimina
  5. è bello quello che scrivi,
    in questo modo ti dai la possibilità a te ma anche aloro di costruire un rapporto autentico

    RispondiElimina