venerdì 16 ottobre 2009

L'odor di lenticchia - reprise

Troppe cose sono avvenute nei giorni in cui il mio Direttore di un tempo è andato ad alfabetizzare i beati... e non tutto ho raccontato, troppo da digerire...
Sicuramente anche a voi sarà capitato di vivere questa cosa paradossale : ai funerali si passa dal pianto al riso con facilità, certo non per irriverenza ma forse perchè è una esperienza che fa vivere con prepotente vivezza le cose ed esalta in ugual misura la gioia ed il dolore, rende la gioia più gioiosa ed il dolore più dolente...
Bene, anche questa volta è stato così... ma io voglio raccontarvi la cosa più gioiosa : ho rivisto la mia maestra delle elementari ! non quella della foto, era già vecchierella allora, tant'è che è andata in pensione ed al posto suo è arrivata una forza della natura, mantovana, imparentata con Nino Bixio (il che scatenava il mio papà appassionato di Storia patria) e con l'allora direttore di Topolino (il mitico giornalino) il che mandava in visibilio me !!!
Era lì, luminosa come sempre e vestita d'azzurro... mi ha riconosciuta subito (pare che io somigli molto alla bimba che ero) e mi ha trovato circondata dai miei numerosi tre figli alti, biondi e bruni, luminosi anche loro e contenti di condividere con la mamma questa gioia.
A lei ho raccontato un segreto, una cosa che sanno pochissimi a parte mio marito...
Quando ero in quinta elementare la mia maestra mi mandò a "far supplenza" (in realtà dare un occhio) ad una prima che era soletta per pochino... io ricordo bene il luogo, la classe alla fine del corridoio e l'emozione... lì ho deciso che avrei insegnato ed è quello che ho fatto, è stato come una sorta di "tu hai visto la luce!" alla Blues Brothers per intenderci...
Due estati fa ho sentito un bellissimo intervento di due nostri grandi amici, Cleuza e Marcos Zerbini, e lei diceva che se ti ricordi il posto e l'ora vuol dire che lì c'era Gesù... ne sono convinta anche io, per questo quel momento della mia infanzia l'ho sempre sentito come la pietra miliare, la chiave di volta della mia vocazione lavorativa e non me ne sono mai pentita.
Se trovo una foto la posto... ma devo avere il tempo di andare a setacciare a casa dei miei...

5 commenti:

  1. Wow! Volevi insegnare già da bimba? Ecco perchè sei una prof cool! Se mi capita come destino (quello di insegnare) spero di imparare da gente come te :D
    (hug)
    Però...io spesso ricordo posto, ora e altro, mi devo "preoccupare"? :)

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  2. @ nightowl
    no, ti devi rallegrare!
    :)

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  3. "Il Signore ha messo un seme nella terra del mio giardino..."
    Ci pare appropriato il paragone del tuo antico segno vocazionale con l'attuale refrain poetico-musicale.
    Tu, piccola merins, già allora venivi iniziata dalla tua maestra alla custodia dei più piccoli,oggi governi quelli più grandi e li accompagni verso il tuo Maestro...

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  4. Sono contenta per te. Anch'io ho deciso di insegnare all'età di sei anni e la mia maestra mi lasciava portare a casa le sue guide didattiche con cui torturavo mia sorella più piccola (mi piacevano i dettati!). La mia maestra non era cattolica, si prese una sgridata pubblica dal direttore per avere attaccato L'Unità nella parete della classe, però era seria nel suo lavoro, non mancava mai, non alzava mai la voce, non mi ricordo di averla mai vista arrabbiata. Si preoccupava dei bambini più poveri, portava loro vestiti e faceva in modo che vincessero il libretto della banca offerto nella giornata del risparmio. Quando io ero in quarta le morì il marito di incidente d'auto e due anni dopo toccò a lei: leucemia. Lasciava due figli che allora erano alle medie e che l'anno scorso, grazie ad internet ho scovato e ho raccontato loro il ricordo che avevo della loro mamma.

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  5. le maestre sono le radici....
    oggi non ce ne sono tante...

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